BNR mantiene la politica del tasso di interesse
Il Consiglio di amministrazione della Banca Nazionale della Romania ha deciso di mantenere il tasso di interesse di politica monetaria al livello del 6,50% annuo.
Ştefan Stoica, 18.02.2026, 11:40
Il tasso annuo d’inflazione prolungherà il suo lento calo nel primo trimestre del 2026, mentre nel trimestre successivo registrerà un aumento, sullo sfondo delle influenze derivanti dagli effetti base, nonché dall’andamento delle quotazioni di alcune merci e dall’eliminazione del tetto al ricarico commerciale per gli alimenti di base. Successivamente, il tasso annuo d’inflazione conoscerà una brusca correzione al ribasso nel terzo trimestre del 2026, per poi diminuire gradualmente, scendendo dalla metà del primo semestre del prossimo anno all’interno dell’intervallo target.
Queste stime compaiono nel Rapporto sull’inflazione, edizione febbraio 2026, analizzato e approvato martedì dal Consiglio di amministrazione della Banca Nazionale della Romania. La Banca Centrale segnala tuttavia che permangono incertezze legate alle misure che probabilmente saranno adottate per proseguire il consolidamento di bilancio oltre l’anno in corso, in conformità con il Piano di bilancio e strutturale a medio termine concordato con la Commissione Europea e con la procedura per deficit eccessivo.
Incertezze e rischi significativi per le prospettive dell’attività economica, e implicitamente per l’evoluzione dell’inflazione a medio termine, provengono anche dal contesto esterno, considerando da un lato i conflitti geopolitici e le tensioni commerciali globali, e dall’altro i piani di aumento della spesa per investimenti in difesa e infrastrutture nei Paesi dell’UE. Secondo la BNR, in questa congiuntura, l’assorbimento e l’utilizzo al massimo dei fondi europei, in particolare quelli relativi al PNRR, sono essenziali per controbilanciare parzialmente gli effetti di contrazione del consolidamento di bilancio e dei conflitti geopolitici e commerciali, nonché per realizzare le riforme strutturali necessarie, inclusa la transizione energetica.
Sono inoltre rilevanti le decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea e della Fed – il sistema bancario centrale degli USA – nonché l’atteggiamento delle banche centrali della regione, sottolinea la BNR.La Banca ha deciso di mantenere il tasso di interesse di politica monetaria al livello del 6,50% annuo. Allo stesso tempo, ha deciso di mantenere il tasso di interesse per la facilitazione di credito al 7,50% annuo e il tasso di interesse per la facilitazione di deposito al 5,50% annuo. Il Consiglio di amministrazione della BNR ha inoltre deciso di mantenere i livelli attuali dei coefficienti di riserva minima obbligatoria per le passività in lei e in valuta estera delle istituzioni di credito.
L’analista finanziario Dragoș Cabat ritiene che, tenendo conto dell’inflazione molto elevata in questo momento, il tasso di politica monetaria non poteva essere ridotto, anche perché la crescita economica è debole. Per questo motivo, a suo avviso, la stabilità del tasso di politica monetaria rappresentava la decisione più intelligente. Dragoș Cabat considera poco probabile una riduzione del tasso chiave nel corso di quest’anno. Sottolinea che solo se l’inflazione dovesse scendere verso il 5-6% nei mesi di ottobre-novembre, la Banca Centrale potrebbe successivamente operare uno o due tagli del tasso di politica monetaria.