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Dallo stato di diritto ai fondi europei

Il legislativo europeo ha votato, a larga maggioranza, la proposta di regolamento della Commissione Europea tramite cui un Paese dell’Unione può rimanere senza fondi europei se le autorità del rispettivo Paese mettono in pericolo lo stato di diritto. Una misura del genere era stata evocata con insistenza, sullo sfondo degli sviamenti autoritari dei governi liberale in Ungheria e conservatore in Polonia. Anche il Governo e la maggioranza di sinistra di Bucarest sono stati aspramente criticati dalle istituzioni europee e della maggior parte degli eurodeputati, i quali considerano trasgressioni dello stato di diritto una parte delle modifiche apportate alle leggi sulla Giustizia e alla legislazione penale, il modo in cui si cerca di sostituire i capi delle principali procure e l’intervento sproporzionato delle forze dell’ordine alla protesta antigoverno dello scorso agosto.

Dallo stato di diritto ai fondi europei
Dallo stato di diritto ai fondi europei

, 18.01.2019, 14:52

Il legislativo europeo ha votato, a larga maggioranza, la proposta di regolamento della Commissione Europea tramite cui un Paese dell’Unione può rimanere senza fondi europei se le autorità del rispettivo Paese mettono in pericolo lo stato di diritto. Una misura del genere era stata evocata con insistenza, sullo sfondo degli sviamenti autoritari dei governi liberale in Ungheria e conservatore in Polonia. Anche il Governo e la maggioranza di sinistra di Bucarest sono stati aspramente criticati dalle istituzioni europee e della maggior parte degli eurodeputati, i quali considerano trasgressioni dello stato di diritto una parte delle modifiche apportate alle leggi sulla Giustizia e alla legislazione penale, il modo in cui si cerca di sostituire i capi delle principali procure e l’intervento sproporzionato delle forze dell’ordine alla protesta antigoverno dello scorso agosto.



La proposta di regolamento verrà applicata a tutti gli stati membri. Prevede che, assieme ad un gruppo di esperti indipendenti, la Commissione Europea dovrà stabilire se in un Paese membro viene messo in pericolo lo stato di diritto, tramite l’intervento nelle corti oppure tramite la mancanza di misure contro atti di frode e di corruzione. Successivamente la Commissione dovrà proporre misure di penalizzazione, a seconda della gravità della trasgressione dello stato di diritto, cioè la diminuzione oppure il congelamento dei pagamenti fatti dall’UE al rispettivo stato membro. La decisione va approvata dal Parlamento e dal Consiglio dei Ministri. Lo stato in questione ha l’obbligo di continuare i pagamenti ai beneficiari di fondi europei dal budget nazionale, se i fondi concessi dall’Unione sono bloccati.



L’eurodeputato romeno Marian-Jean Marinescu, del gruppo dei popolari, ha votato la proposta, però è del parere che andrebbe migliorata: E’ difficile votare qualcosa che potrebbe avere conseguenze sul proprio Paese. Allo stesso tempo, però, bisogna osservare certi principi. È ovvio che il denaro europeo deve rispettare tutte le regole e, nel momento in cui esistono carenze per quanto riguarda lo stato di diritto, possono esserci delle conseguenze sul budget. Perciò credo che un regolamento del genere debba esistere, però in una forma migliorata, perché nella sua forma attuale contiene delle cose che bisogna aggiustare. Ci deve essere una proporzionalità fra pena e reato, come dappertutto.”



L’eurodeputata ALDE Norica Nicolai si è opposta alla proposta e spiega perché: La stragrande maggioranza dei nuovi stati membri, ma non solo, anche Spagna, Portogallo, Italia, temono che, a causa dei governi che hanno attualmente, siano soggetto di una formula abusiva che la Commissione potrebbe promuovere per sospendere la concessione di fondi. Proporre un atto normativo senza imporre alcun criterio oggettivo di valutazione e lasciare in mano a certi funzionari della Commissione Europea l’analisi delle situazioni di trasgressione dello stato di diritto, senza definizioni, senza criteri, è inaccettabile.”



Fino alla sua adozione, il regolamento deve ancora percorrere un iter complicato e dovrà essere adottato all’unanimità dai capi di stato e di governo. La proposta è inserita nel bilancio di previsione europeo per il periodo 2021-2027.

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