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I tagli illegali e la tutela delle foreste

Nel programma nazionale di rimboschimento, adottato sette anni fa, la Romania si era prefissa di aumentare l’area forestale di 442.000 ettari, nel periodo 2010 – 2035. Una missione che gli analisti definiscono, sarcasticamente, impossibile. Perché, secondo i dati statistici, nell’attuale ritmo dei rimboschimenti, artificiali o naturali, da una parte, e dei tagli, dall’altra, viene assicurata un’estensione di soli 6.379 ettari all’anno. Il che vuol dire, aggiungono loro, che ci vorranno sei decenni per portare a compimento un piano pensato per soli 25 anni.

I tagli illegali e la tutela delle foreste
I tagli illegali e la tutela delle foreste

, 09.03.2017, 13:39

Nel programma nazionale di rimboschimento, adottato sette anni fa, la Romania si era prefissa di aumentare l’area forestale di 442.000 ettari, nel periodo 2010 – 2035. Una missione che gli analisti definiscono, sarcasticamente, impossibile. Perché, secondo i dati statistici, nell’attuale ritmo dei rimboschimenti, artificiali o naturali, da una parte, e dei tagli, dall’altra, viene assicurata un’estensione di soli 6.379 ettari all’anno. Il che vuol dire, aggiungono loro, che ci vorranno sei decenni per portare a compimento un piano pensato per soli 25 anni.



L’Istituto Nazionale di Statistica afferma, tuttavia, che la superficie rimboscata è aumentata, ma tale aumento è principalmente la conseguenza di riassestamenti di pascoli rimboscati e dell’introduzione nel fondo forestale dei terreni degradati o dei terreni non rimboscati, misure decise nel Codice Forestale. Però, nel 2015, un rapporto di Greenpeace Romania dimostrava che, in realtà, si perdono 3 ettari di foresta all’ora, a causa dei tagli illegali.



Il dibattito, riacceso ultimamente dopo che gli attivisti ecologici hanno svelato che la compagnia per la lavorazione del legno più attiva sul mercato interno, la austriaca Holzindustrie Schweighofer, offriva addirittura dei premi per il legno tagliato illegalmente nelle foreste della Romania, ha trovato risposta, finalmente, anche nel Parlamento e al Governo. Le sanzioni per i tagli illegali di foresta e il trasporto illegale di legno saranno mantenute al livello previsto nel decreto governativo del precedente governo tecnocrate, in cui erano state comunque inasprite. I deputati della commissione per l’agricoltura hanno concordato di mantenere anche la misura della confisca dei mezzi con cui viene trasportato il legno tagliato illegalmente, mentre saranno rianalizzate solo le contravvenzioni per il personale forestale, passivo o addirittura complice al furto.



Il segretario di stato nel Ministero dell’Ambiente, Şteţco Istrate, ammette che le misure sono necessarie per scoraggiare le illegalità. Però, secondo lui, va mantenuto un equilibrio fra tutti i campi di attività del settore forestale. Şteţco Istrate: “Il personale forestale potrebbe non ricevere una sanzione contravvenzionale, ma solo una amministrativa. Proprio per questo facciamo una cosa molto equilibrata e le sanzioni saranno proporzionali agli stipendi che ricevono, ma non saranno eliminate. Nel caso dei tagli illegali, non ci sarà però alcun tipo di rilassamento e, per quanto riguarda l’origine e il percorso del materiale ligneo, ci sono addirittura sanzioni supplementari.”



Il dibattito per articoli dell’atto normativo comincia la settimana prossima, e la Commissione per l’agricoltura dovrà redigere un rapporto che sarà sottoposto al dibattito nella plenaria della Camera, quale istituzione decisionale. Intanto, sghignazza la stampa, il disboscamento selvaggio delle montagne romene continua. (tr. G.P.)


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