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Il dossier Schengen

Prevista inizialmente per il 2011, l’adesione della Romania allo spazio di libera circolazione, accanto alla Bulgaria, è stata rinviata più volte, e l’Olanda si è fatta notare come principale oppositore. I motivi invocati lungo il tempo riguardano il mancato adempimento ad alcuni degli obiettivi assunti nell’ambito del Meccanismo di Cooperazione e Verifica, tramite cui la Commissione Europea monitora il percorso della Giustizia in Romania, già dalla sua adesione all’UE, nel 2007. Essi riguardano la corruzione, la giustizia e il contrasto della criminalità organizzata, sebbene, dal punto di vista formale, non andrebbero fatte connessioni tra l’adesione a Schengen e il Meccanismo di Cooperazione e Verifica.

Il dossier Schengen
Il dossier Schengen

, 09.02.2018, 12:34

Prevista inizialmente per il 2011, l’adesione della Romania allo spazio di libera circolazione, accanto alla Bulgaria, è stata rinviata più volte, e l’Olanda si è fatta notare come principale oppositore. I motivi invocati lungo il tempo riguardano il mancato adempimento ad alcuni degli obiettivi assunti nell’ambito del Meccanismo di Cooperazione e Verifica, tramite cui la Commissione Europea monitora il percorso della Giustizia in Romania, già dalla sua adesione all’UE, nel 2007. Essi riguardano la corruzione, la giustizia e il contrasto della criminalità organizzata, sebbene, dal punto di vista formale, non andrebbero fatte connessioni tra l’adesione a Schengen e il Meccanismo di Cooperazione e Verifica.



L’argomento resta di massimo interesse a Bucarest, dove il ministro con delega agli affari europei, Victor Negrescu, dichiara che la Romania cercherà di farsi giustizia se non riceverà ciò che le è dovuto per quanto riguarda l’Area Schengen. In un’intervista a Radio Romania, egli ha precisato che, a suo avviso, Bucarest potrebbe chiedere un voto sull’adesione allo spazio di libera circolazione nel Consiglio Giustizia e Affari Interni, nella seconda parte dell’anno, oppure proprio durante la presidenza romena del Consiglio UE del 2019. Victor Negrescu: “Se la Romania sottoporrà al voto l’adesione, lo farà sapendo ed essendo sicura di aderire all’Area Schengen. Non vogliamo trovarci nella situazione affrontata anche da altri governi, di fare questa proposta e ritirare il voto. O sottoponiamo al voto, votiamo e passiamo, o semplicemente cerchiamo giustizia laddove la può cercare uno stato che non è rispettato.”



Nel trattato di adesione della Romania è inclusa anche l’Area Schengen, afferma Victor Negrescu, e il nostro Paese adempie a tutte le condizioni di adesione allo spazio di libera circolazione. Victor Negrescu: “Credo che il punto di partenza debba essere il fatto reale che la Romania adempie a tutte le condizioni e a tutti i criteri per aderire all’Area Schengen. Stiamo elaborando una strategia coerente in tal senso, con dei risultati fattibili. La Romania ha questo diritto — a nostro avviso — ed è un diritto politico e giuridico quello di aderire all’Area Schengen. Siamo disposti a dialogare con gli stati partner, anche se non esistono argomenti contro la nostra adesione.”



L’argomento è stato toccato anche la settimana scorsa, a Bruxelles, dove il capo dello stato romeno, Klaus Iohannis, ha discusso con il presidente della CE, Jean-Claude Juncker. L’esponente europeo ha richiamato l’attenzione sul fatto che, nel caso in cui le recenti modifiche apportate alla Leggi sulla Giustizia entreranno in vigore così come sono state votate dal Parlamento di Bucarest, i colloqui sull’adesione della Romania all’Area Schengen e quelli relativi alla rimozione del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV), si svolgeranno in altri termini. Inoltre, Juncker ha affermato che lo stato di diritto ha realizzato progressi notevoli in Romania e che l’Esecutivo comunitario non accetterà passi indietro.

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