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Romania, verso l’OCSE

La Romania ha raggiunto la metà degli obiettivi imposti dall'adesione all'OCSE.

Il presidente ad interim, Ilie Bolojan, alla Conferenza
Il presidente ad interim, Ilie Bolojan, alla Conferenza "Romania e OSCE - il principale progetto paese dopo NATO, UE e Schengen" (foto: presidency.ro)

, 03.04.2025, 10:34

La Romania sta per adempiere a tutte le analisi tecniche per l’adesione all’OCSE nei prossimi dodici mesi circa. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, Matthias Cormann, in un videomessaggio inviato a una conferenza a cui hanno partecipato le massime cariche dello stato. Bucarest dovrebbe completare questo mese 13 dei 25 obiettivi totali. L’ammissione all’OCSE, che equivale a maggiori investimenti e a una pubblica amministrazione più performante, dovrebbe essere considerata dalla Romania come un nuovo obiettivo paese, pari all’adesione alla NATO, all’ingresso nell’Unione Europea e poi in Schengen, hanno sostenuto i partecipanti alla conferenza.

 

Il presidente ad interim, Ilie Bolojan, ha dichiarato che lo stato deve creare il contesto in cui i romeni possano valorizzare la loro creatività e gli imprenditori possano fare performance e creare sviluppo e prosperità. Bolojan si è pronunciato per una migliore governance, per l’impiego dei fondi europei e per il controllo dei deficit, per la creazione di condizioni in cui il lavoro e le performance siano premiati e la mancanza di performance sia dissuasa.

 

Il primo ministro Marcel Ciolacu ha ricordato che, nel giro di un anno e mezzo dalla presentazione ufficiale della candidatura, sono stati raggiunti 12 obiettivi, quasi la metà di quelli che devono essere adempiuti per l’adesione all’OCSE.

 

Dan Şucu, uno degli imprenditori che hanno partecipato alla conferenza, ha criticato il fatto che alcune politiche economiche non sono allineate ai principi dell’OCSE. Ha citato come esempi il tetto massimo ai prezzi dell’energia e delle assicurazioni, che è diventato una caratteristica permanente e non una misura eccezionale, o l’affissione del ricarico di vendita su tutti i prodotti in Romania. A suo avviso, tali interventi contraddicono fondamentalmente i principi di mercato sostenuti dall’OCSE.

 

Da parte sua, Ramona Jurubiţă, vicepresidente del Consiglio degli Investitori Stranieri, ha chiesto l’adozione di riforme in settori chiave che siano conformi agli standard dell’OCSE e che portino a un aumento dei redditi. A suo parere, le riforme dell’istruzione, della fiscalità, delle aziende statali e della capacità amministrativa possono aumentare di fino a un punto percentuale il tasso annuo del prodotto interno lordo. Pertanto, l’adesione della Romania all’OCSE può aiutarci a uscire dalla cosiddetta trappola del reddito medio, di cui abbiamo parlato ultimamente, ha aggiunto Jurubiţă.

 

Il coordinatore della Romania per l’integrazione nell’OCSE, Luca Niculescu, ha sottolineato che tutti – la classe politica, l’ambiente imprenditoriale – vogliono l’integrazione nell’OCSE e che il processo sta procedendo bene. Ha sottolineato, tuttavia, che i dossier più difficili dovranno essere affrontati nell’anno successivo. La Romania si è prefissa che il processo di integrazione nell’OCSE sia completato l’anno prossimo.

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