La prima riunione del Consiglio per la Pace
Il presidente Nicușor Dan ha presentato alla riunione inaugurale del Consiglio per la Pace il supporto che la Romania può offrire a Gaza.
Mihai Pelin, 20.02.2026, 11:28
Davanti ai rappresentanti di decine di paesi, il presidente americano Donald Trump ha presieduto a Washington l’incontro inaugurale del suo Consiglio per la Pace, un organismo destinato a porre fine alla guerra a Gaza e avviare il processo di ricostruzione. Tra le principali questioni che potrebbero mettere alla prova l’efficacia del consiglio nei prossimi mesi, scrive Reuters, ci sono il disarmo delle milizie di Hamas, il ritiro delle truppe israeliane, la dimensione del fondo per la ricostruzione e il flusso di aiuti umanitari per la popolazione di Gaza, colpita dalla guerra. Nel suo discorso, il leader americano ha sottolineato che diversi paesi, in maggioranza della zona del Golfo, hanno promesso oltre 7 miliardi di dollari per la ricostruzione della Striscia di Gaza.
Tra i contributori ci sono il Kazakistan, l’Azerbaigian, gli Emirati Arabi Uniti, il Marocco, il Bahrain, il Qatar, l’Arabia Saudita, l’Uzbekistan e il Kuwait, ha precisato. Il contributo americano sarà di 10 miliardi, mentre le Nazioni Unite stanno raccogliendo aiuti per 2 miliardi. L’Indonesia assumerà il ruolo di vice-comandante della futura forza di stabilizzazione a Gaza e ha promesso 8.000 militari per questa missione. Questa forza sarà comandata dagli Stati Uniti e potrebbe arrivare a 20.000 soldati.
La Romania ha partecipato all’incontro come osservatore, rappresentata dal presidente Nicușor Dan. Il capo dello stato ha avuto un intervento, nel corso del quale ha apprezzato il piano di pace per Gaza realizzato dal presidente americano come “esaustivo e stabile”. Nicușor Dan ha spiegato cosa può fare la Romania in questo contesto. Per quanto riguarda la situazione umanitaria, Bucarest è pronta ad aumentare il numero di voli per l’evacuazione dei bambini malati da Gaza, per essere curati negli ospedali romeni. Oltre al supporto medico, la Romania offre la sua esperienza nel settore delle emergenze.
Il presidente ha detto che il nostro paese può contribuire alla ricostruzione dei servizi essenziali danneggiati dal conflitto, come quelli di ambulanza e antincendio. Inoltre, la Romania è disposta a sostenere il settore educativo di Gaza, sia ampliando i programmi di borse di studio per gli studenti palestinesi, sia partecipando al rifacimento dell’infrastruttura scolastica. Un elemento centrale del suo intervento ha riguardato tuttavia la ricostruzione istituzionale, che Nicușor Dan ha definito essenziale per la stabilità a lungo termine.
La Romania, ha spiegato, ha esperienza nel sostenere il rafforzamento delle istituzioni in altre regioni del mondo. Infine, il presidente ha sottolineato che la Romania ha storicamente buone relazioni sia con gli israeliani che con i palestinesi, il che può rappresentare un vantaggio nel processo di ricostruzione e dialogo.
France Presse osserva che sia i grandi alleati tradizionali che i grandi rivali degli Stati Uniti hanno rifiutato di far parte del Consiglio per la Pace, un progetto controverso che ha sollevato timori di un tentativo di sostituire le Nazioni Unite. Secondo gli esperti, la credibilità del consiglio crollerà rapidamente se non produrrà risultati concreti e rapidi, soprattutto sul piano umanitario.