Le reti sociali stanno nuovamente diffondendo informazioni false, creando paura in Romania, paese confinante con l'Ucraina invasa dalle truppe russe.
La stabilità del paese, l'organizzazione delle elezioni presidenziali, la politica estera e di difesa si sono annoverate tra le priorità del mandato del presidente ad interim Ilie Bolojan.
La Banca Nazionale della Romania è intervenuta per fermare il deprezzamento del leu, nel contesto delle incertezze politiche ed economiche generate dalle elezioni, e ora la moneta nazionale si è stabilizzata.
I droni che entrano illegalmente nello spazio aereo romeno potranno essere annientati.
L’attuale sindaco di Bucarest, Nicuşor Dan, ha vinto ieri il secondo turno delle presidenziali.
In Romania, il Prodotto Interno Lordo è cresciuto solo dello 0,2% nell'ultimo anno, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Gli investimenti diretti esteri in Romania sono diminuiti di oltre il 30%, attestandosi a circa 1,7 miliardi di euro nei primi tre mesi dell'anno rispetto al primo trimestre del 2024.
Dopo la reazione negativa della scorsa settimana, causata dall'esito del primo turno delle elezioni presidenziali, il mercato finanziario e bancario romeno è in fase di ripresa e alla ricerca di nuovi equilibri.
La Romania sta rinegoziando alcune modifiche all'attuazione del PNRR per ridurre il rischio di perdere parte dei fondi stanziati.
In Romania, è in pieno svolgimento la campagna elettorale per il ballottaggio presidenziale.
A Bucarest, il governo ad interim sta compiendo degli sforzi per evitare di perdere ingenti somme di fondi europei.
Il leu continua a deprezzarsi rispetto alle altre valute.
L'instabilità politica a Bucarest e il risultato delle presidenziali svoltesi domenica hanno ripercussioni negative sull'economia romena.
La vittoria del candidato autoproclamato sovranista al primo turno delle elezioni presidenziali ha generato importanti cambiamenti politici in Romania.
In Romania il secondo turno delle elezioni presidenziali del 18 maggio sarà conteso tra il sovranista George Simion e il filoeuropeo Nicușor Dan.